Ca' del Capitano

  • Osteria
  • Contatti: 0536 955439
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Scritto da Laura
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# Pranzo 28.05.'11
A Faeto o ci si va di proposito oppure ci si capita per sbaglio, come alla Ca’ del Capitano. Eh già! Se a Faeto finisce la strada asfaltata, per entrare dal capitano bisogna suonare il campanello …

Siamo a circa 1000 m di altezza, in un piccolo borgo sopra Serramazzoni (MO) con poche case, quasi tutte in sasso, ben ristrutturate. In vetta a quest’altura, silenzio e panorami la fanno da padroni. Un posto ideale per sfuggire all’opprimente afa della pianura, più problematico da raggiungere quando le strade si imbiancano di neve.

Il locale.
Trovar parcheggio vicino al ristorante non è facile, è consigliabile parcheggiare nei pressi della chiesa (un paio di minuti a piedi).
Le indicazioni non sono molte, né evidenti, nemmeno giunti all’entrata si è certi di trovarsi nel posto giusto. Bisogna, difatti, individuare il campanello e suonare; solo allora il capitano vi aprirà le porte.

Si accede in un piccolo atrio che separa la cucina (non a vista) dalle due sale. Il locale è raccolto ed intimo (circa venticinque coperti), consigliata la prenotazione. La sala principale (circa quindici coperti) ha tinte scure che tendono al ciclamino-rosso cupo, mentre la saletta si distingue per i colori pastello tendenti al pistacchio. In entrambe le stanze c’è una parete in sasso, ed i soffitti sono con travi e tavelle a vista.

Curat a la mise en place, attento il servizio di cui si occupa il capitano con tempi adeguati.
Il menu offre varie scelte per primi e secondi, oltre al consigliatissim o antipasto del capitano.
I piatti sono principalmente legati alla tradizione locale ed alla stagione.
Abba stanza fornita la carta dei vini, con rossi e bianchi, fermi, frizzanti e bollicine.
Il ristorante, nel suo complesso, non è molto indicato per cene “da baracca”.

Il pranzo del 28.05.’11
Ci accomodiamo nella saletta ad un comodo tavolo per due, ed il capitano non tarda ad interessarsi a noi. Ordiniamo dell’acqua (Plose in vetro da ¾, naturale e gassata) che ci verrà portata al tavolo assieme alle carte ed il cestino del pane (grissini di due tipi, pane scuro, pane tipo baguette, rosetta e “gnocchino ingrassato”). L’antipasto del capitano (caldo e freddo, con proposte “classiche” affiancate da novità stagionali) e ormai una certezza per noi, non indugiamo, quindi.
Pasteg geremo con un Ferrari Perlé 2005 di Lunetti: profumo deciso di lieviti, colore tenue, perlage fine e persistente, molto aromatico.
Ant ipasto.
I freddi:
• Ricotta con marmellata di fragole cotte nel balsamico: buona e fresca la ricotta vaccina servita a temperatura ambiente, appena tiepida la gustosa marmellata. Una delle proposte classiche, sempre piacevole;
• Pecorino con marmellata al peperoncino: buono il pecorino dai profumi di cantina, “aria” di piccante ma gusto dolce per la marmellata.
La via di mezzo:
• Cipolle cotte in agrodolce con grani di pepe rosa e semi di senape: altra proposta classica. Le traslucide cipolle dalle sfumature rosa vengono servite tiepide su piatto caldo. Sono tagliate a spicchi, morbide ma mantengono della croccantezza; grani di pepe rosa e semi di senape non sono solo decorativi, come lo è invece la foglia di alloro. Una proposta libidinosa, il cui ricordo è solo che piacevole ;)
I caldi:
• Nidi di negretti con uovo di quaglia e parmigiano: piacevole sorpresa. Sembra un piatto di spinaci con uovo fritto e parmigiano visto da lontanissimo … tagliarlo a metà con la forchetta e vedere il rosso dell’uovo spargersi nel piatto ha scatenato immediatamente il bisogno di scarpetta con il gnocchino ingrassato … oh, come ci stava bene!
• Crostini con finferli: piccoli, semplici e gustosi;
• Tortino pere e gorgonzola dolce: sempre buono, anche se per gli amanti del gorgonzola potrebbe non essere abbastanza saporito.

Re ginelle con i prugnoli: buona e ben cotta la pasta, “ruvida con i granelli”; saporito il condimento di prugnoli saltati in padella.

Pet to d’anatra: generoso di dimensioni, forse servito senza farlo riposare abbastanza (al primo taglio ha rilasciato un po’ di sangue). Il condimento di erbette e semi di senape, ed il suo ristretto sfiammato al brandy hanno reso il piatto molto gustoso, senza coprire troppo il sapore particolare della tenerissima carne. Contorno di zucchine, melanzane, pomodori e patate, il tutto alla piastra, grigliato con olio e sale, senza aggiunta di olio dopo cottura per rendere saporito ma non unto.

Assagg io di dolci.
• Yoghurt greco con amarene cotte nel balsamico con scorze di limone: veramente sfizioso, yoghurt consistente impreziosito dal condimento appena tiepido e ricco di piacevoli contrasti;
• Crema chantilly con fragole al balsamico: peccato per la chantilly in cui l’uovo era troppo presente;
• Torta caffè e cioccolato con crema al rhum: ottima! Ancora tiepida, ricca di aromi (forse raffreddandosi sarebbe potuto essere meglio, ma era fatta da poco, e l’alcool in eccesso doveva ancora evaporare).

Concludiamo con caffè espresso ed un orzo.

La cassa: 95€
(2 antipasti 20€, 1 primo 10€, 1 secondo 15€, 2 dolci 12€, 2 acqua 4€, Ferrari Perlé 35€)
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