Osteria Frignani

  • Ristorante
  • Contatti: 0536 51551
  • Chiusure: mercoledì sera
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Scritto da Laura
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# Cucina semplice e tradizion
Siamo nel Frignano, tra Pavullo e Serramazzoni.
Il locale è facilmente raggiungibile dalla Nuova Estense. Se venite dalla pianura svoltate al secondo bivio per Serramazzoni, è la prima costruzione sulla sinistra (noterete l’insegna).
Di spone di ampio parcheggio privato.
E’ accessibile ai disabili.

Gl i interni.
Due le sale più la zona bar.
Tutti gli ambienti sono puliti e curati (bagni compresi).
Lo stile è quello da (trattoria-rist orante) trattoria, semplice ed ordinata, con i tavoli abbastanza vicini tra di loro nella zona centrale della sala principale.
La mise en place comprende tovaglie e tovaglioli in stoffa. Scelta orientata verso l’indispensabil e per quanto riguarda posate e bicchieri (integreranno all’occorrenza) .
La sala principale può contare su di una settantina di coperti, ambiente forse un po’ cupo la sera per via della tinteggiatura dai tocchi “vinosi”, ma illuminato il giusto da rendere un po’ la sensazione dell’intimità delle taverne. Arredamento essenziale: una credenza di servizio, una calda stufa, e gli scaffali del vino sul fondo della stanza (e qui sarebbe da spendere due parole in più).
Più luminosa e piccola la seconda sala (forse quindici coperti), sempre con la stufa, ma dalle pareti bianche.

Le proposte di cucina e cantina.
I piatti sono tradizionali e semplici; qui si mangia come a casa, davvero.
Fanno la pasta fresca (anche ripiena), zuppe, risotti, arrosti, umidi, stinchi, gnocco fritto e crescentine.
I l menu verrà recitato a voce; molta l’offerta; personalmente dubito quando sono molte le proposte, ma in questo caso specifico devo dire che son tutte cose che vanno.
Per la cantina, se avete “pretese”, vi conviene chiedere al titolare, appassionato del suo mestiere ed in particolar modo per il vino .

Il servizio.
Il personale di sala, a cui si aggiunge il titolare, è veloce e sorridente.
La vorano molto, con più rimpiazzi, e trovare un posto diventa sempre più difficile nel fine settimana, quindi nell’eventualit à telefonate. La sera della visita una coppia ad un tavolo vicino ha chiesto quale poteva essere il momento buono della settimana per non trovare troppa gente … la risposta è stata: “nessuno” … 


La visita del 25.03.’11.
Ave vo “gola” di un buon bicchiere di rosso fermo, beverino, con carattere ma non impegnativo.
L ascio fare al titolare che mi proporrà due bottiglie, mostrandosi preoccupato per l’abbinamento della tavola. La mia scelta ricadrà su un blauburgunder, il Meczan di Hofstätter.
Il pinot nero del 2009 mi ha dato la sensazione di fragranze ricche e piacevoli con note di frutti di bosco e ciliegie, profumi importanti ma morbidi nel loro insieme ed all’assaggio.
Mi è piaciuto, ed era quello che volevo, anche se prendendo un po’ di temperatura verso la fine della cena, la bevuta cambiava.
Oltr e all’acqua Pejo (naturale in bottiglia di vetro) ecco cosa ci è passato in tavola:
• Insalata mista: fresca, non dico altro, non l’ho mangiata io ma si sentiva il profumo delle foglie spezzate nell’orto;
• Spalla cotta di Parma con cipolline: una bella sorpresa, tiepida, profumata. La sensazione (gelatinosa) è quasi quella di averla appena cotta. Buone anche le cipolline acetose e tiepide;
• Pecorino sardo, salame, parmigiano: molto gradito il pecorino sardo, fresco e pastoso, già saporito e dal profumo di cantina di una volta. Dolce il parmigiano ed ancora tenero, come il salamino.
• Cacciatora di pollo: saporita, cottura ottima e semplicissimo il sugo di pomodoro e cipolla;
• Gnocco fritto e prosciutto crudo: semplice, ma il loro gnocco, quasi per niente unto, mi conquista. La pasta è sottile ma non “esplode” quando lo si piega, si presenta gonfio e profumatissimo (siamo in montagna …);
• Crescenti: sono quelle montanare, grandi come un palmo di chi ha le mani grandi, alte quasi un mignolo, belle piene e profumatissime, dai colori che vanno dal pallido al dorato quasi ramato (e ripeto, siamo in montagna …);
• Pesto: o lardo, o come volete chiamare quella maledetta invenzione che fatta sciogliere nelle crescenti con una spolverata di parmigiano (grattugiato di fresco) vi regalerà momenti di goduria. Non lesinate nel condimento …
• Nutella: un pochino di dolce … peccato mancasse la ricotta.

Chi udiamo le danze con due caffè (veramente buoni) corretti sambuca e Baileys, e il conto di 35€!
La cucina c’è, la cantina pure, la passione per il mestiere si fa sentire ed i riscontri dopo un anno di attività (circa) sembrano essere concreti.
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