Locanda Conte di Albareto

  • Ristorante
  • Contatti: 0536 42255
  • Chiusure: martedì
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2Voti 4.0 su 5
Scritto da Laura
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Commenti  

# Complimenti!!!
Sono stato a cena verso metà settembre, e ribadisco come in altri siti COMPLIMENTI!
N on sono per nulla in accordo con ciò che è stato scritto sulla precedente recensione: locale splendido, l'accoglienza squisita, molto gentili, cucina strepitosa e gustosa, vini principalmente biologici buoni.
E' un locale da provare e ritornare.
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# Una visita basta
Siamo alle porte di Gaiato, paese non proprio al centro del mondo, dove dai primi di giugno ha aperto questo ristorante dagli obiettivi ambiziosi (devono ancora inaugurare).
I locali sono veramente belli; fresca e curata la ristrutturazion e del vecchio e possente stabile posto in un bell’angolo di paesaggio.
Il servizio è curato, preciso, con varie uscite dello chef Fabio Testa (solo tre coppie in sala al sabato sera … ).
Bella la mise en place e le ceramiche dalle linee originali e dedicate(anche la responsabile di sala ha qualche dubbio sulla marca, forse Rosenthal).

La cena del 30.07.2011

L e proposte.
Non mi sembra di aver visto un menù entrando, e se non fosse perché mi ero informato preventivamente via telefono, non avrei avuto idea della spesa cui andavo incontro.
C’è solo la carta dei vini a disposizione del cliente, tutti italiani, con ricarichi anche importanti.
Di cevo del menu; ebbene, menu degustazione di pesce (4 portate) a 45€ bevande escluse, menu di terra, se non ricordo male, 39€.
Non c’è stato verso di sapere in anticipo che cosa ci sarebbe stato proposto, quindi un totale salto nel buio…

La tavola.
Aranci no di riso ai porcini con cozze stufate e crema di patata (con focaccia al pomodoro): l’arancino è una sfera di circa due pollici, dalla “crosta” molto consistente, tanto che porta ad affrontarlo con le mani. Una volta vinto si sente un buon profumo di funghi. Molto valide le quattro cozze sgusciate e stufate, buone e belle. La crema di patata, molto gustosa, di piacevole consistenza e profumata al rosmarino, si abbina bene sia a cozze che all’arancino. La focaccia, servita in un originale piatto in ceramica con tanto di coperchio, risulta umida e poco lievitata. Bello e valido come “apertura”, anche se la focaccia poteva essere meglio.
Bon bon di sgombro su julienne di verdure e salsa all’acciuga (con focaccia alle patate): ancora fritto e “finger”. Tonde frittelle dal ripieno quasi spumoso, non troppo violento come gusto trattandosi di sgombro, con una macchia di arancione carico segnarne l’interno. La julienne è varia, ed assieme alla salsa di acciuga ricorda quasi l’accompagnamen to di una bagna càuda. La focaccia, servita in ceramica come sopra, una volta scoperta risulta ben lievitata, asciutta e “croccante”, la patata è presente come chips in superficie, rese morbide da olio. Non esaltante il bon bon, normali le verdure. La focaccia, stavolta vince.
Tagliat elle tirate al mattarello con vongole, calamari e pomodorini su crema di zucchine e catalana di verdure (con grissini pomodoro e origano?): “tagliatelle spesse, come piacciono a noi” … effettivamente lo sono, irregolari di spessore e di larghezza, morbide e spugnose per i sapori esternamente, sode verso il cuore. I tentacoli di calamaro sembrano piastrati nella loro croccantezza che cede, purtroppo, nel tempo. Delicata la crema di zucchine. Deludenti le vongole, che se fossero state più “peperine” si sarebbero sposate benissimo con il vino in continua evoluzione. Della catalana, servita separatamente in vasetto ( per fortuna, visto che non è di mio gradimento per via delle materie prime utilizzate) posso dire solo che anche la cipolla sapeva di pomodoro. I grissini, serviti su una specie di “coppo” in ceramica, caldi risultano mollicci, raffreddandosi acquistano la croccantezza necessaria a ridonare i sapori mediterranei degli ingredienti di concia.
Ombrin a cotta sulla sua pelle, riso venere tostato con le verdure (paninetti e pane nero): e qui ci siamo! Già la presentazione del piatto provoca una certa soddisfazione; semplice nelle sue tre presenze su piatto originale. Il trancio d’ombrina è decisamente la prima donna, pelle croccante (per quel poco che ne ho assaggiato) e carni morbide e per nulla asciutte. Non da meno il riso che ne fa da podio, sembra quasi in vestito da sera inamidato. Profumatissima la quenelle di patata. Puramente decorativo (per me) il pomodorino privato della buccia con acciughina a mo’ di lardo e spiedo di rosmarino. Decisamente inutile il pane.
Crema bruciata con anice stellato e zucchero grezzo di canna: niente di sorprendente, e forse anche scomoda da degustare. Differenti i due piatti nella crema, la mia si presenta quasi sul bordo dell’impazzito, e dalla marcata nota di uovo cotto. Piacevole la crosticina profumata, che dal morbido-elastic o dovuto alla temperatura di servizio, diventa di uno “sbricioloso” piacevolissimo raffreddandosi.
Terre Bianche Cuvée 161 Torbato 2010 Sella & Mosca: volubile, all’inizio sembra un buon friulano poi prende profumi di frutta fino ad arrivare alle spezie (anche come sapore). Fine bottiglia sembra quasi rosmarino salato.
Passito Canto del Ciò Podere Pradarolo: buono e ricco di profumi, in bocca deludente.
Acq ua naturale Valverde.
Caff è: normale, servito con zucchero in bustina (normale, canna e dietor).

Il conto 155€:
• 2 coperto (omaggio);
• 2 menu degustazione 90€;
• 1 terre bianche 34€;
• 4 calici canto del ciò 24€;
• 1 acqua 3€
• 2 caffè 4€.

Consider azioni.
Un solo piatto appropriato alla spesa, la quale fa dimenticare presto i particolari del bel locale. Troppo caro per quanto mi riguarda, anche considerando che hanno appena aperto; per la cucina ci potrebbe stare (forse), ma il peso della cantina risulta “imbarazzante”. Fastidiosamente rumorosa la cucina, al punto da sentire voci e sghinazzi.
Mi viene forzato il confronto con uno stellato di Modena dove:
• con dieci euro in più a persona si può contare su un menu da sei portate più benvenuto, predessert e piccola pasticceria;
acqua, caffè e coperto sono compresi;
• co n due euro in più di cantina si può fare l’abbinamento di vini;
• si può scegliere, e si preoccupano di eventuali intolleranze e/o allergie;
• è uno stellato …
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