Con la crisi, in questi ultimi anni, si è sentito spesso parlare di una sorta di "spesa alternativa", a detta di molti più economica e genuina.

Ma esattamente di cosa si tratta? I prodotti a KM0, detti più tecnicamente "a filiera corta", li troviamo dal contadino sotto casa, dall'azienda agricola del paese, o appena fuori città. Il termine "chilometro zero" sta ad evidenziare uno spostamento veramente minimo della merce, con un minor impatto ambientale (camion, conservanti..) e garantendo un articolo sano e gustoso, da portare in tavola tutti i giorni.

Perchè acquistare i prodotti a KM0?

Sicuramente non hanno subito tutta la catena di trasporti , spostamenti, pacchi, scaffali, e quindi il prezzo è sicuramente più basso rispetto ai supermercati; in più li possiamo controllare meglio, sapendo dove vengono coltivati e prodotti; troviamo solo articoli di stagione, più gustosi di quelli prodotti su larga scala tutto l'anno.

Il Veneto è stata la prima regione a promuovere questo tipo di economia, agevolando quindi i produttori locali; via via negli anni anche le altre regioni si sono adoperate per agire analogamente. Sembra che questo nuovo modo di "fare la spesa" stia prendendo piede., anche perchè, in questo modo, si recuperano i sapori della propria terra.

La filiera corta
Con il termine "filiera corta" si indica sostanzialmente la distribuzione del prodotto coltivato in un raggio molto limitato del territorio. Questo consente al contadino un maggior guadagno sulla sua produzione, qualità organolettiche del prodotto intatte e non intaccate da lunghi trasporti e imballaggi non sempre adeguati, una sicurezza in più sulla genuinità del prodotto finale.

Scritto da Laura Perzan

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